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Cappella aeroporto della Malpensa, Milano, Italia
1997-98
Progetto
1997-98
Luogo
Aeroporto Malpensa 2000, Milano
Committente
Servizi aeroportuali, Milano-Linate
La chiesa è immaginata come una presenza autonoma staccata dal grande sistema aeroportuale ed accessibile a livello delle "partenze" attraverso una passerella che la collega al viadotto esistente a 14 metri dal suolo. A pianta trilobata, la chiesa presenta all'esterno una propria immagine (un fiore di pietra) con tre semi-cilindri, accostati attorno ad uno spazio centrale, che si elevano fino ad una trentina di metri dal suolo. L'intento è quello di offrire uno spazio "particolare" di silenzio, di meditazione e, per il fedele di preghiera, in una struttura aeroportuale predisposta per le attività di transito. La cappella pensata come una presenza architettonica staccata dalla aerostazione, afferma la propria autonomia rispetto ai servizi aeroportuali e si caratterizza per l'uso di un unico materiale ed una forte luce zenitale interna che modella gli spazi in modo da far sì che il visitatore possa sentirsi protagonista. Lo spazio ecumenico interno è organizzato attorno al triangolo centrale, dove sono posti i banchi, con due semicilindri inondati dalla luce che scende dall'alto e destinati ognuno a celebrare distintamente il "luogo della parola" (con ambone e Bibbia) ed il "luogo del sacrificio" (con altare). All'intorno questi spazi semicircolari attirano lo sguardo del fruitore verso la copertura vetrata in alto che rapporta il cielo, mentre il trattamento delle pareti con corsi di pietra rossa accentua l'aspetto ascensionale della muratura che è interrotta a livello di pavimento da una serie di aperture che invitano a scorci verso il piazzale sottostante. Malgrado le piccole dimensioni, la cappella dell'aerostazione vuole offrire una esperienza spaziale da vivere come possibile momento di pausa nel gran correre della vita aeroportuale.
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