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Cappella di Santa Maria degli Angeli, Monte Tamaro, Svizzera
1990-1996
Progetto
1990-1992
Realizzazione
1992-1996
Luogo
Alpe Foppa, Monte Tamaro, Ticino, Svizzera
Committente
Egidio Cattaneo
Superficie utile cappella
184 m²
Percorso
150 m²
Volume
2'820 m³
Il manufatto 'si stacca' dalla montagna tracciando un orizzonte e configurandosi nella parte bassa come cappella, testata di un ideale viadotto. Dal pianoro naturale della montagna si aggancia l'inizio del percorso costruito, che delinea un passaggio orizzontale, il quale si proietta verso un belvedere sulla valle, oppure scende all'interno di due muri fino ad arrivare all'ingresso della chiesa. Il tetto di copertura della cappella si articola come scalinata ad anfiteatro che rivolge verso la montagna, negando in tal modo l'idea di copertura e trasformando l'intervento architettonico in un percorso continuo, che offre punti di vista inediti per la montagna stessa. L'insieme, più che un nuovo edificio, si presenta come una manipolazione del paesaggio esistente: le forme plastiche, i tagli trasversali, le nuove configurazioni geometriche, si modellano 'in negativo', al di sotto della linea di orizzonte tracciato dal camminamento. All'interno lo spazio circolare della chiesa è strutturato in tre navate, di cui quella centrale ribassata è contrassegnata all'ingresso da due poderose colonne e confluisce nello spazio della piccola abside finale che fuoriesce da volume primario. Una luce zenitale intensa inonda questa piccola abside, sottolineando il segno di preghiera manifestato dalle due mani disegnate sulle pareti da Enzo Cucchi. Il perimetro interno della cappella è segnato da ventidue aperture poste a livello del pavimento, che permettono di scoprire lo straordinario paesaggio sulla valle e conservano, nella strombatura del muro, una serie di dipinti incisi da Cucchi attorno al tema di Santa Maria degli Angeli, alla quale questa chiesa è dedicata. Lo spazio interno vive del grande contrasto fra i muri circolari senza forma, trattati in grassello nero nelle pareti, e le lineari sagomature bianche del soffitto, che introducono un 'baffo' di luce ritagliato fra i gradoni della copertura.
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